Anticipare la personalizzazione

Sidel presenta Cermex EvoPack, una soluzione che permette di ridurre le attività di riconfezionamento anticipando le esigenze di personalizzazione durante la produzione

Le mutevoli preferenze dei consumatori, i requisiti di sostenibilità e la crescente necessità di personalizzare le confezioni a valore aggiunto e creare nuove unità di vendita e spedizione stanno obbligando i produttori ad adattare le filiere e i modelli produttivi. Le aziende che operano nel comparto FHPC (Food, Home and Personal Care) desiderano adottare un approccio più lean ed ecologico al packaging secondario e stanno mettendo in discussione l’attuale impiego delle soluzioni di riconfezionamento, associate a costi significativi ed effetti indesiderati a livello di qualità e sostenibilità. La possibilità di incartonare volumi variabili di prodotti riduce sensibilmente questi effetti consentendo la gestione, la conservazione e la spedizione degli articoli nelle quantità richieste, con maggiore facilità e flessibilità per le future esigenze specifiche del commercio al dettaglio. Per soddisfare la necessità di comporre scatole di capienza estrema gestendo al contempo i formati standard prodotti in grandi volumi, Sidel lancia Cermex EvoPack, una piattaforma di incartonamento altamente flessibile ispirata all’Industria 4.0 per contenitori sagomati confezionati in cartoni wrap-around, vassoi e imballaggi Shelf Ready (SRP).

Oggi, i consumatori stanno diventando più esigenti a livello individuale e desiderano fare acquisti in modo pratico nei momenti e nei luoghi più comodi. Questo trend si traduce nell’inarrestabile boom dell’e-commerce, ma anche nella rinascita dei piccoli negozi di quartiere e nella tendenza dei grandi rivenditori a riavvicinarsi ai centri urbani per agevolare l’accesso ai beni di consumo quotidiano.

“Alcune aziende e sottocategorie del mercato FHPC talvolta hanno bisogno di personalizzare fino al 40% dei volumi di produzione. Fino a oggi, la soluzione più diffusa per soddisfare queste richieste era l’uso dei servizi di riconfezionamento manuale”, spiega Didier Saussereau, Packing Product Manager presso Sidel.

Riduzione delle attività di riconfezionamento e anticipazione delle future esigenze di personalizzazione

Le attività di riconfezionamento generano costi supplementari dovuti non solo all’uso di materiali di imballaggio aggiuntivi, ma anche alle ulteriori operazioni manuali, che superano ormai i limiti accettabili per i produttori a livello di margini e competitività. La pratica del riconfezionamento è resa ancora meno sostenibile dalla creazione di ulteriori rifiuti ambientali. Va infine considerato che le operazioni manuali di riconfezionamento possono potenzialmente arrecare graffi o rigature ai contenitori.

“Vediamo che, per ridurre e semplificare il riconfezionamento, si punta sempre più spesso sull’uso di scatole di bassa capienza in modo da aiutare i produttori a ridurre il numero di prodotti per unità di spedizione a soli due, tre o quattro articoli, ovvero le quantità richieste dai consumatori. Questi volumi permettono di gestire, conservare e spedire i prodotti in modo più semplice e flessibile per le successive operazioni presso i centri di distribuzione o per la preparazione degli ordini per le vendite online”, commenta Didier. Parallelamente, persiste la domanda di configurazioni complesse dei prodotti che richiedono ancora operazioni di riconfezionamento manuale. Quindi, disponendo delle capacità tecniche necessarie a monte per incartonare grandi volumi di articoli, i produttori potrebbero spedire lo stesso numero di prodotti utilizzando e sprecando minori quantità di imballaggi secondari.

“La possibilità di confezionare i prodotti in scatole o casse di varia capienza aiuterà i produttori ad anticipare meglio i trend e a soddisfare i nuovi canali, a patto che i tradizionali grandi volumi produttivi dei formati standard continuino a essere gestiti sulla stessa linea di produzione e con la stessa soluzione di confezionamento”, aggiunge Didier.

Una gamma di imballaggi secondari senza precedenti ad alta velocità – tutto su una singola macchina compatta

Cermex EvoPack è compatibile con una vastissima gamma di dimensioni del packaging secondario e permette quindi di gestire piccole scatole contenenti soli due, tre o quattro prodotti e casse per trasporto di grandi dimensioni con 24 o più contenitori destinati al riconfezionamento, ma anche formati standard in grandi volumi. “Poiché permette di incartonare quantità di prodotti flessibili ed estreme, la piattaforma aiuta i produttori a recuperare il margine industriale, grazie a un consistente taglio dei costi associati all’uso del materiale, alle macchine e ai consumi energetici. Inoltre, contribuirà indubbiamente in misura significativa alla riduzione dell’impatto ambientale e al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità delle aziende”, aggiunge Didier.

Con un ingombro compatto inferiore a 30 metri quadrati, Cermex EvoPack offre una cadenza elevata fino a 60 scatole al minuto, con cambi formato rapidi e ripetibili (da soli cinque minuti per il cambio formato della scatola fino a 15 minuti per il cambio formato di scatola e bottiglia).

“Il nostro obiettivo era anche offrire una macchina facile da usare e mantenere, quindi abbiamo integrato in Cermex EvoPack le più moderne tecnologie dell’Industria 4.0 per guidare gli operatori e i team di manutenzione nelle operazioni quotidiane”, conclude Didier.

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